Mal di schiena: cause, esercizio-terapia e riabilitazione

Alto, basso, acuto, recidivante: il mal di schiena interessa la maggior parte di noi almeno una volta nella vita. Esaminiamo qui le cause e le opzioni di esercizio-terapia e riabilitazione

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Alto, basso, acuto, recidivante: il mal di schiena, in forme diverse, interessa la maggior parte di noi almeno una volta nella vita. Esaminiamo qui le molteplici cause e alcune soluzioni specifiche, con un’attenzione particolare alle opzioni di esercizio-terapia e riabilitazione

«Perché ho mal di schiena?»

È la prima domanda che ci poniamo in presenza di dolore alla schiena. A meno di non esser già stati dal medico o aver già consultato un fisioterapista, spesso non riusciamo a darci una risposta precisa, soprattutto quando non abbiamo subìto il classico colpo d’aria né un infortunio

Per la verità, anche quando ci troviamo in condizioni particolari (i postumi di un infortunio, una patologia conclamata, un decorso post-operatorio, una gravidanza) spesso ci risulta comunque difficile individuare con precisione quando è iniziato il mal di schiena. Ad oggi, il mal di schiena rappresenta un disturbo osteo-articolare tra i più diffusi e che genera un’alta richiesta di accesso ai servizi di medicina generale e specialistica .

Riabilitazione schiena colonna

Sappiamo tutti che la schiena è una struttura complessa: ne fanno parte ossa, muscoli, articolazioni e nervi. Frequentemente, ad essere interessata dal dolore è l’area lombare della schiena (la più bassa: in questo caso si parla di lombalgia), con eventuale irradiazione del fastidio anche a carico dei glutei e degli arti inferiori; meno frequente – ma comunque riscontrato – è il male che si avverte nella parte alta (dorsale) della schiena: in questo caso si definisce dorsalgia.

Il dolore alla schiena è compreso per lo più in episodi acuti, della durata di alcuni giorni o settimane; oltre questi tempi, si parla di dolore subacuto o addirittura cronico.

A meno che il dolore non sia intollerabile, tendiamo quindi spesso a convivere con il mal di schiena – e, talvolta, ad assumere atteggiamenti compensatori per ridurne i sintomi. Ma quali sono le cause del mal di schiena?

Cause di natura organica, infiammatoria o psico-somatica

Dalle infezioni alle infiammazioni (o flogosi), dall’aneurisma aortico ad alcuni tumori benigni e maligni fino a disturbi di tipo psicosomatico (stress, ansia e depressione), sono diverse le cause cosiddette «non meccaniche» che, nel circa il 2% dei casi, possono causare episodi anche acuti di mal di schiena. 

L’anamnesi e l’esame obiettivo saranno in grado di escludere o confermare queste origini (sebbene, nella stragrande maggioranza dei casi, il mal di schiena dipenda da cause meccaniche, che vedremo tra un attimo).

Cause di natura traumatica o muscolo-scheletrica

Sempre l’esame obiettivo, unito all’anamnesi, permetteranno di individuare già in fase acuta le cause meccaniche alla base del dolore alla schiena. Sforzi, traumi e posture alterate possono infatti aver provocato tensione, stiramenti e rigidità delle strutture collegate alla colonna vertebrale.

Oltre a eventuali posture statiche e scorrette assunte per periodi di tempo più o meno prolungati, un mal di schiena di origine muscolare o osteo-articolare è infatti correlato a una serie di fattori di rischio:  

  • lavori pesanti
  • sedentarietà
  • obesità
  • fumo
  • frequenti torsioni e flessioni del busto

 e a una serie di patologie/disturbi/lesioni, quali:

  • ernia del disco 
  • compromissione del nervo sciatico (con conseguenti lombalgia e/o lombosciatalgia)
  • osteoporosi
  • artrosi
  • processi degenerativi nei dischi intervertebrali
  • fratture o microfratture
 
Insieme, purtroppo, al dolore (lancinante e momentaneo oppure diffuso e prolungato) il mal di schiena può comportare una naturale riduzione della flessibilità e dei movimenti di tutto il corpo.

«Come posso alleviare il dolore alla schiena?»

Il mal di schiena, più che come una vera e propria patologia, si presenta quindi come il sintomo di una circostanza clinica pregressa: ecco perché, talvolta, una diagnosi completa può richiedere tempi lunghi (soprattutto se occorrono indagini strumentali più approfondite. come RX o TAC).

La buona notizia? La maggior parte dei mal di schiena rientra quasi totalmente entro pochi giorni dall’esordio (in attesa dell’iter diagnostico, il medico potrà consigliare applicazioni farmacologiche antidolorifiche e/o antinfiammatorie).

Una volta superato il dolore, però, è importante ottenere la diagnosi e approfondire il problema, per molte ragioni, tra cui:

  • mettersi nelle condizioni di fronteggiare eventuali recidive
  • intervenire in maniera preventiva sulle abitudini di vita da correggere
  • iniziare un percorso terapeutico con le figure di riferimento suggerite dal medico, ossia il fisioterapista e/o l’osteopata.

«Dovrei fare riabilitazione?»

Di sicuro, fronteggiare i postumi di un mal di schiena di origine meccanica significa quindi intervenire clinicamente sulle cause di natura traumatica o muscolo-scheletrica che abbiamo esaminato. 

Una volta stabilite la diagnosi e la patogenesi del mal di schiena e una volta rimessasi la fase del dolore acuto, nella quasi totalità dei casi la riabilitazione è necessaria al fine di ripristinare la mobilità articolare che è stata compromessa.

 

 

Oltre a supportare la remissione del dolore alla schiena, infatti, un buon trattamento fisioterapico consentirà al paziente di: 

  • mobilizzare le articolazioni 
  • ampliare gli angoli di movimento della colonna vertebrale e dell’anca
  • rafforzare la muscolatura coinvolta nei movimenti (quadricipite, bicipite femorale, gluteo)
  • riacquistare una postura corretta
  • prevenire eventuali ricadute
 

Diverse sono le fasi con cui il paziente si confronterà lungo il trattamento fisioterapico: dalla tecarterapia all’ipertermia, dalla laserterapia fino alla kinesiterapia, passando per la ginnastica posturale, spesso associate alla massoterapia.

 

Misurare il movimento

 

In quasi tutte le fasi è estremamente importante misurare il movimento, effettuando valutazioni ricorrenti ed esercizi riabilitativi specifici; i dati oggettivi  che si ottengono indicano con precisione il progressivo miglioramento del paziente. 

Per questo, molti centri riabilitativi scelgono di dotarsi di dispositivi che impiegano innovative tecnologie a biofeedback, come Riablo.

 

 

Grazie ai sensori e alla pedana stabilometrica di Riablo, il paziente può effettuare gli esercizi ottenendo un feedback visivo-uditivo in tempo reale, che gli consente di migliorare il controllo motorio della schiena, oltreché di rimanere motivato mentre porta a termine l’obiettivo dell’exergame.

Per la riabilitazione della schiena, in Riablo è possibile sia valutare inizialmente il range of motion (R.O.M.) articolare sia costruire un programma di esercizio-terapia, scegliendo da una libreria di oltre 350 esercizi, tra cui:  

 

  • ESTENSIONE TRONCO DA SEDUTI
  • FLESSIONE LATERALE DA SEDUTI
  • FLESSIONE LATERALE DEL TRONCO
 

con l’obiettivo di lavorare su:

  • Articolazioni: colonna vertebrale, anca
  • Muscoli: quadricipiti, glutei, bicipiti femorali, polpacci

 

Il database di Riablo permettepoi  di impostare un programma per la riabilitazione della colonna vertebrale che consentirà al paziente di lavorare inoltre sul core stability, con oltre dieci movimenti comparabili al classico plank (plank statico, plank su fitball e plank con appoggio monopodalico) controllando:

  • le rotazioni del tronco
  • l’allineamento tra tronco e arti inferiori
  • il dettaglio della flessione del ginocchio.
 
Oltre ai plank, in Riablo sono disponibili altri esercizi particolarmente utili per la riabilitazione della schiena, come il bridge bilaterale e monolaterale e movimenti per i glutei che contribuiscono a ripristinare o a rafforzare la cintura lombare.
 
Riablo consente anche di lavorare sull’equilibrio, con numerosi esercizi che sfruttano la versione propriocettiva della pedana stabilometrica.
 
È possibile, inoltre, valutare il paziente in ingresso con un test di equilibrio, facendolo poi lavorare sul trasferimento del carico o sul controllo di stabilità, mantenendo sempre un occhio sulla corretta posizione di tronco e arti inferiori mentre si esegue il movimento.
 
Efficaci anche nella fase acuta del mal di schiena e combinabili con strumentazione specifica come fitball o cuscini propriocettivi, altri esempi di esercizi per la riabilitazione della colonna vertebrale in Riablo sono:
 
  • Weight lat transfer – trasferimento del carico da destra a sinistra con posizione di controllo “forzata” dai compensi misurati dai sensori sulle ginocchia e sul tronco
  • Weight transfer on lat wobble – trasferimento del carico da destra a sinistra spostando fisicamente la pedana e mantenendo sempre il controllo di tronco e ginocchia;
  • Weight mono lat-transfer – trasferimento di carico monolaterale a scelta del professionista con controllo di tronco e ginocchio. 

Infine, sono presenti nel catalogo di Riablo numerosi esercizi per la mobilità della colonna, sia in piedi (con controllo del carico grazie alla pedana), sia da seduto.
 

«Dopo il mal di schiena, come dimostro al paziente il suo livello di recupero?»

 

Questa domanda è frequente tra i professionisti del movimento. Perché? Al termine di una riabilitazione mediamente lunga quale quella della schiena, hanno bisogno di fornire al paziente dati a supporto dell’efficacia del percorso intrapreso, al di là del miglioramento generale certamente riscontrato.

Quando la terapia fisioterapica volge al termine, Riablo è quindi in grado di oggettivare il grado di recupero del paziente, grazie a una valutazione finale accurata e ripetibile, che avviene attraverso una batteria di test dedicati alla colonna vertebrale e alle articolazioni prossime:

  • R.O.M. lombare
  • R.O.M. anca
  • R.O.M. cervicale
  • R.O.M. spalla

che indagano la capacità articolare e il controllo dei compensi, offrendo un immediato confronto con dati normativi suddivisi per fascia di età e genere.

 

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